Weekend ad Amsterdam
Un weekend ad Amsterdam, ad aprile, col sole.
Ho imparato che:
lo stemma della città è questo (e che anche ad Amsterdam è contemplato l'utilizzo decorativo dei teschi):

Il mercato dei fiori è bello, ma se hai tendenze sociopatiche, forse è meglio se cerchi un parco:
Uno degli edifici più interessanti (che avrei osservato per ore) è la stazione centrale:
E la Basilica di San Nicola (in cui non sono entrata perché non c'è stato tempo...):
Hanno un istituto cittadino per le soluzioni metropolitane avanzate (uguale a noi, proprio):
I canali sono pieni di ubriachi sorprese (tipo: io che indovino la prospettiva in una foto):
In città i mulini ci sono (dove non te li aspetti):

La filosofia di certi negozi è inopinabile:
Al museo del tulipano non ci sono solo i tulipani:
I gatti olandesi hanno molte cose da dire:
Un motivo per tornare, oltre al museo di Van Gogh (nel quale non siamo stati, ma prima o poi ci andrò), è lui:
Ho trovato Amsterdam una città a tratti adorabile, a tratti insostenibile. Troppa folla per i miei standard di vivibilità. Le bici e i motorini 50 sulla ciclabile vanno a tremila, per cui praticamente si cammina con la morte in spalla. Certi turisti sporcano e non gli si sta dietro a rimediare (sono lieta di sapere che l'amministrazione ha intrapreso attività per modificare il target turistico) e l'aria è pesante (questo proprio non me lo aspettavo).
Però.
Però: l'architettura è interessante, c'è gente cortese e gente divertente, gente da ogni angolo di mondo, c'è Rembrant, ci sono i musei, i parchi, lo Stedelijk, Van Gogh da vedere, Rembrant (l'avevo già detto?).
Di certo una toccata e fuga di due giorni non fa apprezzare pienamente la città, ci sono milioni di posti più o meno conosciuti in cui mi sarei voluta fermare, in cui sarei voluta entrare. Ci sono i paesini intorno che avrei voluto visitare. Ergo, ci si dovrà tornare.
Un giorno a Basel
Metti che hai un fratello che vive a Zurigo.
Metti che vai a trovarlo.
Metti che ti porta una domenica a Basilea.
Metti che ti porta alla Rathaus, che è un palazzo straordinario.
Metti che tu vedi una miniera di spunti per ideare luoghi fantastici.
Metti che inizi a scattare foto come se non ci fosse un domani.
Il prodotto da forno tradizionale a Natale è il pane di San Nicolao, a forma di omino con la pipa.

Al mercatino di Natale, c'era la riproduzione di un carillon di legno. Grandezza gigante della montagna. Da notare Babbo Natale trapezzista sulla sinistra.
Sempre al mercatino, ci siamo inciuccati di Glühwein e ci hanno regalato la tazza. La davano a tutti, eh, non solo a quelli che si inciuccavano.

Se vi state chiedendo perché continuate a vedere un bizzarro cappello da strega nero, è presto detto: è il simbolo della città di Basilea. Hanno anche fatto realizzare delle luminarie a mo' di cappello (che non ho fotografato perché ero troppo impegnata a stare col naso per aria). E sì, è puccioso.
Di ritorno a Zurigo, abbiamo incontrato Carlo Magno nelle cripte della Kirche Fraumünster (il tizio di fianco al re non so chi sia, ma mancavano 10 minuti alla chiusura e non potevo sottilizzare sul set fotografico).

Per scaldarci dopo un lungo giro in centro, ci siamo fermati al Cafè Schober, dove ho scovato una tisana paradiesisch! (che però non vendono al di fuori del locale).

Attraverso le opere di Virginia Woolf

Ho deciso di intraprendere la lettura delle opere di Virginia Woolf in ordine cronologico.
Perché sì. È necessario.
✓ I diari li ho appena terminati. Rileggerò le opere che ho già letto in passato.
La cronologia che sono riuscita a ricostruire, sulla base dei titoli che ho reperito, è la seguente:
RACCONTI GIOVANILI
✓ Phyllis e Rosamond
✓ Lo strano caso di Miss V.
✓ Diario della padrona Joan Martyn
✓ Dialogo sul monte Pentelico
✓ Memorie di una scrittrice
ROMANZI E RACCOLTE PRINCIPALI
• ✓ 1915 - La crociera
• ✓ 1919 - Kew Gardens
• ✓ 1920 - Notte e giorno
• ✓ 1921 - Lunedì o Martedì
• ✓ 1922 - La stanza di Jacob
• ✓ 1925 - La signora Dalloway
• 1925 - Il lettore comune vol. I
• 1927 - Gita al faro
• 1928 - Orlando
• 1929 - Una stanza tutta per sé
• 1931 - Le onde
• 1931 - Scenes of London
• 1932 - Il lettore comune vol. II
• 1933 - Flush, vita di un cane
• 1937 - Gli anni
• 1938 - Le tre ghinee
• 1940 - Biografia di Roger Fry
• 1941 - Tra un atto e l'altro (postumo)
RACCONTI
1917 – 1921
✓ La macchia sul muro
✓ Kew Gardens
✓ La festa
✓ Oggetti solidi
✓ Simpatia
✓ Un romanzo non scritto
✓ Una casa con i fantasmi
✓ L’associazione
✓ Lunedì o martedì
✓ Quartetto d’archi
✓ Azzurro e verde
1922 – 1925
✓ Un collegio femminile visto da fuori
✓ In giardino
✓ Mrs Dalloway in Bond Street
✓ Le tendine di Tata Lugton
✓ La vedova e il pappagallo: una storia vera
✓ Il vestito nuovo
✓ Felicità
✓ Antenati
✓ La presentazione
✓ Insieme e separati
✓ L’uomo che amava i suoi simili
Una semplice melodia
Un riepilogo
1926 – 1941
Momenti di essere:
“Le spille di Slater non hanno la punta”
La signora nello specchio: Un riflesso
Il fascino di uno stagno
Tre quadretti
Scene dalla vita di un ufficiale della Marina Britannica
Miss Pryme
Ritratti
Zio Vanja
La duchessa e il gioielliere
La partita di caccia
Lappin e Lapinova
Il riflettore
Gipsy, la bastardina
L’eredità
Il simbolo
La stazione balneare
Saggi (1904-1941)*
1904-1922 Cercando Jacob
1923-1925 Verso Mrs Dalloway
1926-1927 Al Faro e dintorni
1928-1931 Arrivano Le Onde
1932-1941 In Between
*(ed. Il Saggiatore. I titoli qui riportati sono quelli scelti dall'editore per le varie sezioni della raccolta).
Seguiranno Leonard Woolf (il marito) e Quentin Bell (il nipote):





