Di Disney, fumetti e tempi andati

Non ricordo quand'è stata l'ultima volta che ho comprato un fumetto dei paperi e dei topi.
C'è stato un periodo della mia infanzia in cui li compravo regolarmente; uno in cui ho letto quelli che mio zio aveva collezionato durante la sua infanzia; e un ultimo periodo in cui ho vissuto rileggendo i miei vecchi acquisti. Forse la scuola, o gli impegni, o nuovi interessi mi hanno fatto abbandonare Topolino & co.
C'è stato un periodo della mia infanzia in cui li compravo regolarmente; uno in cui ho letto quelli che mio zio aveva collezionato durante la sua infanzia; e un ultimo periodo in cui ho vissuto rileggendo i miei vecchi acquisti. Forse la scuola, o gli impegni, o nuovi interessi mi hanno fatto abbandonare Topolino & co.
Stamane, presa da una nostalgia folgorante, ho acquistato da Amazon le storie mitologiche Disney.
Da piccola facevo colazione leggendo dei guai in cui si cacciava l'allegra tribù pennuta, quindi ho celebrato il ritorno alle origini leggendo di Paperino e i tre nipoti alle prese coi Vichinghi mentre cenavo.
E ho scoperto che:
- "Gulp" ora si dice "Ulp" (perché? Perché?);
- Paperino sa qualcosa di storia (ma non era il prototipo col becco di quel becco di Homer?);
- la storia dei paperi viene mozzata sul più bello (buuu! Ai miei tempi ci avreste ricamato pagine e pagine sul rientro burrascoso a Paperopoli, e ci avreste raccontato di Cornelius comesichiama, roba da tre episodi, mica ciccia!);
- i Vichinghi saccheggiavano le terre altrui per assolvere alla lista della spesa consengata da mogli dominanti, che sennò i brav'uomini se ne sarebbero pure stati a casa loro a coltivare l'orto (ok, lo ammetto, questa cosa mi ha mandato di traverso il cous cous).
Spero almeno che Topolino sia rimasto quell'odioso so-tutto-io che è sempre stato, perché, insomma gente, non si gioca così coi sentimenti delle persone, con le certezze incrollabili, coi pilastri del cielo.
Già la vita è difficile, voi ci mettete pure il carico da novanta.
Non si fa. Vergognatevi.
[Bon, sfogo finito, direi che è ora di buttar giù un po' di parole per il NaNo.]


