Ogni volta che ho chiesto ai miei genitori di comprarmi un libro non me lo hanno mai negato. Non mi hanno mai chiesto perché avessi scelto quel libro in particolare. Era una cosa mia. Forse per questo non ho avuto una risposta pronta la prima volta che mi sentii dire che stavo leggendo un libro "inappropriato". Per fortuna è successo quando alle spalle avevo già la mia piccola, ma solida esperienza di lettrice autodeterminata: non comprendendo l'appunto, alzai le spalle e continuai a leggere.

In questa pagina vi lascio le mie sottolineature. Se capita, ci scappa la recensione.

I cavalieri del Nord

Categoria: Libri Pubblicato: Lunedì, 27 Giugno 2016 Scritto da Alessandra Gargiulo Stampa Email

I cavalieri del Nord È il primo libro che leggo di Strukul ed edito da questa casa editrice. Una stellina ciascuno.

La fattura del libro indubbiamente ottima: belle carte, bella copertina, ottima rilegatura (solo questo vale i soldi che costa il libro), ma. L'editing non mi è piaciuto: "D" eufoniche quando non servono, "be'" scritto "beh", punti esclamativi a profusione (che siamo su Facebook? Ho capito il target giovane, però così non va), troppe andate a capo senza che servissero ad arricchire la resa del testo.

È evidente che tra lo stile di Strukul e me non è scattata la scintilla. Ci sono passaggi (molti passaggi) in cui ripete due o tre volte la stessa cosa con espressioni diverse e con una mole di aggettivi che dopo un po' perde di efficacia. Mi sta bene che di un personaggio mi dici nome, patronimico e stirpe. Una volta. Due. Poi basta, altrimenti sembra di leggere uno sketch di Aldo, Giovanni e Giacomo. Quante volte devi usare la stessa espressione per dirmi di che colore ha i capelli un personaggio? Troppe, evidentemente. E quante volte devi ripetermi la sua tristissima storia? Ancora, troppe. Sono una lettrice, non soffro di Alzheimer, abbi fede: certi particolari me li ricordo. Nel complesso, è tutto spazio tolto alla storia.
Inoltre, in moltissime occasioni, anziché dirci le cose, Strukul poteva mostrarci i personaggi mentre fanno quelle cose. Forse l'impianto della storia sarebbe stato un filo più complesso, ma forse anche più interessante. Il soggetto è ottimo (i cavalieri teutonici), la storia è ok, ma poteva essere stupenda. Sul serio. Poteva davvero essere una storia corale, come lo stesso Strukul l'ha definita nella sua nota. Invece è rimasta in germe, secondo me ci sono un sacco di potenzialità inespresse e represse.
Si lascia intendere che si sarà un seguito, ma dubito che lo leggerò.

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